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ACCADEMIA DEGLI ARGONAUTI DI BOLOGNA. Accademia. Lycidas et Tytirus a Pollucis et Castoris aspectu sibi felicitatem promi [..]

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ACCADEMIA DEGLI ARGONAUTI DI BOLOGNA. Accademia. Lycidas et Tytirus a Pollucis et Castoris aspectu sibi felicitatem promi [..]
 Academy of the Argonauts of Bologna, Jesuit manuscript of poetry. ACCADEMIA DEGLI ARGONAUTI DI BOLOGNA. Accademia. Lycidas et Tytirus a Pollucis et Castoris aspectu sibi felicitatem promittunt. Sub nomine Castoris D. Hieronymus, Pollucis D. Franciscus Xaverius. Ecloga. [Bologna, 1706 circa]

Mss., 4to, 235x170 mm, 12 carte non numerate, prima e ultima bianche. Inchiostro nero con caratteri impressi in elegante corsivo. Testo in latino e in italiano. Buona conservazione, pagine in barbe e marginose.

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Importante documento inedito della prestigiosa Accademia degli Argonauti di Bologna. Si tratta di una raccolta a tema di eleganti componimenti in italiano e latino. Egloga iniziale con il titolo, alla carta 2: segue una raccolta di sonetti, odi, epigrammi e madrigali, in cui San Girolamo e S. Francesco Saverio sono paragonati alle divinità romane di Castore e Polluce. Al principio di ogni componimento si trova un titolo o una breve indicazione del tema trattato. Carta 3 verso, Madrigale: ?Per quanto fingono i poeti, Polluce fu reso da Dione immortale. Vive S. Francesco Saverio incorrotto nel suo Cadavere?. Carta 4: ?Raconta Seneca nel libro delle sue questioni che si videro calare nella vela d?una Nave in occasione di tempesta due Stelle, riconosciute per Castore, e per Polluce. Con influsso all?Argomento dell?Accademia parlano di ciò due Naviganti smontati sul lido con il seguente Capitolo?. Carta 6, sonetto: ?Polluce chiama Castore a parte della sua Storia, così i poeti. San Girolamo vuole hoggi San Francesco partecipe de suoi honori?. Carta 6 verso, sonetto: ?Cesare, come racconta Higino, alzò in un Tempio le statue de Gemini, e lo disse Tempio di Castore. S?espongono in una Camerata l?Imagini di G. Girol., e di S. Francesco Saverio, e dicesi di S. Girolamo?. Carta 7, Ode Alcaica: ?Gemini naufragi saluti sunt ?? Carta 8, Sonetto: ?Castore fu onorato da Romani collo splendido nome di Sole, come racconta Arato. S. Girolamo, detto communemente Sole di Sapienza?. Carta 8 verso, Epigramma: ?In Idem Argumentum?.Carta 9, Sonetto: ?I Gemini s?adoravano nello stesso tempio al riferire di Tacito. Nell?istessa Camerata unitamente s?espongono S. Girolamo, e S. Francesco Saverio.? Carta 9 verso, Sonetto: ?Polluce, come attesta Varrone, fu chiamato Atlante. S. Francesco Saverio Atlante di due Mondi?. Carta 10, Madrigale: ?I Gemini sono detti da Nigidio Principi della Pace. I Due Protettori fomenteranno nella Camerata la Pace?. Carta 10 verso, Madrigale: ?Castore, e Polluce navigano cogl?Argonauti alla conquista del velo d?oro. Così Calpurnio Basso, e Negidio. S. Girolamo, e S. Francesco Saverio colla loro protezione entrano nella stessa nave degl?Argonauti, che è la Stema del Collegio?. Carta 11, Sonetto: ?S?offre l?Accademia a due Santi protettori con il presente Sonetto?. Carta 11 verso, Sonetto: ?In lode dell?accademia tenuta dai Sig.ri della Camerata di S. Girolamo, in occasione di esporsi il nuovo quadro del lor Protettore S. Girolamo, quando apparve a S. Francesco Saverio infermo a Vicenza.? Nel Madrigale della carta 10 verso si parla dello ?Stemma del Collegio?. Lo stemma, con il vascello degli Argonauti, apparteneva all'Accademia letteraria degli Argonauti che, fondata a Bologna nel XVII secolo, consisteva nell'educarsi nelle belle lettere, nelle arti liberali, disegno, suono, ballo e nelle scienze matematiche oltre che teologiche e filosofiche. La sede legale dell?Accademia era il Collegio dei Nobili o di S. Francesco Saverio retto dai Gesuiti, luogo di formazione della classe dirigente, non solo bolognese.L?ultimo sonetto costituisce un?interessante fonte dell?arte, e permette di datare il manoscritto: si fa riferimento all?opera che il celebre pittore napoletano Paolo de Matteis, allievo di Luca Giordano, dipinse a Genova per la Chiesa dei SS. Gerolamo e Francesco Saverio, nel 1705-06. Alizeri: ?Nella tavola dell?altare abbiamo un pittore napoletano che sarebbe ignoto in Genova, ove passò di volo, se i PP. Gesuiti nol tratteneano, invitandolo a lasciar loro per cortesia qualche saggio del suo pennello. Nomossi Paolo de Matteis, e il suo cognome scrisse a gran lettere in questa tela ov?espresse S. Girolamo che appare in visione a S. Francesco Saverio. ? Egli appartiene alla scuola di Luca Giordano?? Federigo Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, 1847, Vol. 2, pp. 87-88.
wed 19 May 2021
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