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COPERNICUS. De revolutionibus orbium coelestium.

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EUR 200.000,00 / 250.000,00
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Description

COPERNICUS. De revolutionibus orbium coelestium.
 
COPERNICUS, Nicolaus. De revolutionibus orbium coelestium. RHETICUS, Georg Johann. De libris revolutionum Nicolai Copernici Narratio Prima. Basel, Heinrich Petri, 1566. 
 
[Unito con:] 
 
SCHRECKENFUCHS, Georg Oswald. Primum Mobile. 
Basel, Heinrich Petri, 1567. 
 
2 opere in un volume in Folio piccolo. 300x201 mm. Legatura tedesca coeva in pelle di scrofa su tavole di legno smussate di Georg Freyberger, con elaborate impressioni a secco, al centro del piatto anteriore un pannello con una scena della vita di Cristo con sotto la didascalia “honora patrem et matrem”, in alto le iniziali "WSZ", in basso la data “1567”, dorso a 4 nervi con titolo manoscritto nello scomparto superiore. 
I: Carte [6], 213, [1]. Il foglio 27 è paginato erroneamente come 32 e il foglio 73 come 65, proprio come altre copie note.  Marca tipografica al Frontespizio, differente marca al verso dell’ultima carta, diagrammi e figure geometriche nel testo, Iniziali istoriate, carattere corsivo, romano, greco.
Marginalia in latino di diverse mani antiche, nel recto del primo foglio di guardia lunga iscrizione manoscritta che traduce e parafrasa in tedesco il capitolo che Christoph Clavius dedica al calcolo dell’entrata del Sole nelle diverse Case Zodiacale, nel suo Commento alla Sfera di Sacrobosco. Stessa mano nell’iscrizione in tedesco sul margine inferiore del verso della carta p6. Con medesimo inchiostro seppia, sul recto dell’ultimo foglio di guardia calcoli calendari codificati. 
Antiche note di proprietà al Frontespizio: Iscrizione manoscritta in latino, timbro rotondo della biblioteca del Gymnasium di Most, nella Repubblica Ceca, sotto stampigliato “Staatsgymnasium in Brüx” e numero di collocazione annullato.
II: Pagine [20], 206, [2]. Grande xilografia al Frontespizio raffigurante Sfera Armillare, firmata THW, marca tipografica in fine, Diagrammi e Iniziali Istoriate, carattere corsivo, romano, greco.
Legatura con qualche macchia, piatti con lievi difetti, qualche segno di usura alle estremità. Macchia di umidità sul titolo e sulle prime carte, e sui margini di alcune carte, tracce di tarlo nel margine esterno delle prime 80 carte della prima opera e nelle ultime 30 carte della seconda. Bell’esemplare nella sua legatura originale coeva. 
 
Rarissima seconda edizione del capolavoro di Copernico, la più importante opera scientifica del XVI secolo, e una delle tre o quattro opere scientifiche più importanti mai pubblicate. Questa edizione è la prima a includere la “Narratio prima” di Retico (1540; seconda 1541), che conteneva in realtà il primo annuncio dell'ipotesi copernicana, pubblicata prima dell’opera di Copernico. 
La necessità di includere il trattato di Retico nella presente edizione può destare qualche sorpresa, ma per i suoi primi lettori il testo di Copernico era proibitivo, soprattutto per la le complesse argomentazioni matematiche, e l'editore riteneva che un'introduzione di qualche tipo sarebbe stata utile per la comprensione e come stimolo alla vendita.
PMM: “The pubblication of De revolutionibus orbium coelestium in 1543 was a landmark in human thought […] With the sun placed at the centre, and the earth daily spinning on its axis and circling the sun in common with other planets, the whole system of the heavens became clear, simple, and harmonious. The revolutionary nature of his theory is evident in his famous diagram illustrating the concentric orbits of the planets … Like Ptolemy, Copernicus believed that the heavenly motions must be perfect, uniform and circular; he still employed epicycles. It was Tyco Brahe who finally destroyed the heavenly spheres and Kepler who destroyed the myth of the circle. ... Within a century Copernicus view was generally accepted by the leaders of science; Galileo and Gilbert were strong supporters as well as Mästlin and Kepler. Newton finally established its truth and his views were further developed by the eighteenth-century mathematicians to find their final summing up in the Traité de Mécanique Céleste of Laplace.”
Il testo segue la prima edizione del 1543, inclusa la controversa prefazione non firmata di Andreas Osiander, che mirava a rassicurare i potenziali critici dell'opera enfatizzandone l'aspetto puramente teorico. Petri aggiunse una raccomandazione preliminare del noto astronomo Erasmus Reinhold (stampata alla fine dell'indice), dove si afferma che 'all posterity will gratefully remember the name of Copernicus, by whose labor and study the doctrine of celestial motions was again restored from near collapse' (Traduzione di Owen Gingerich, Eye of Heaven, p. 221). Nel suo censimento delle edizioni 1543 e 1566, Owen Gingerich ha individuato 324 copie della seconda edizione, rendendola solo leggermente meno rara della prima. La dimensione totale dell'edizione è stata stimata in sole 601 copie. Questo esemplare era sconosciuto a Gingerich quando preparò il suo censimento. Il De revolutionibus si conclude alla carta 213 recto. Dal verso della carta 213 comincia la “Narratio Prima” di Rheticus, la prima esposizione completa della teoria eliocentrica di Copernico. 
Nel volume è rilegato anche il rarissimo trattato di Schreckenfuchs: nel Primum Mobile, il matematico e astronomo austriaco, che era stato allievo e poi amico di Sebastian Munster, tratta dell’astrologia commentando le opere di Luca Gaurico, Georg Peurbach e Iohannes Regiomontanus. Di notevole interesse l’accostamento, nello stesso esemplare di Copernico e Schreckenfuchs, che fu uno dei primi sostenitori della teoria eliocentrica: come segnala Thoren, egli creò anche uno strumento scientifico che riusciva a illustrare insieme i due sistemi, Tolemaico e Copernicano; inoltre, questa seconda edizione di Copernico fu stampata da Heinrich Petri, figliastro di Munster, maestro e mantore di Schreckenfuchs, che aveva sposato Anna, la vedova di Adam Petri. Nella Prefazione Schreckenfuchs elogia e difende il “dottissimo Nicolò Copernico, che posso giustamente chiamare il miracolo del mondo, per le sue mirabili invenzioni” (Porro nostris temporibus venit doctissimus Nicolaus Copernicus, quem meriti possum miraculum mundi appellare, ob mirabiles eius inventiones; & cum nullus eius inventiones…). 
Il primo proprietario di questo volume, probabilmente l’autore anche delle erudite note marginali, ha quindi contribuito, con questa affascinante scelta, a una sofisticata e significativa iniziativa bibliografica, che diventa una preziosa fonte per la storia della scienza. 
Legatura originale di Georg Freyberger, l’eminente rilegatore attivo fino al 1573 a Mainz, poi a Würzburg dal 1574 al 1588, dove fu il rilegatore della corte di Julius Echter, in seguito nuovamente a Mainz. 
Su G. Freyberger, cfr. EinbanddatenbanK; Database of Bookbindings – British Library; Geck, "Zwei Mainzer Buchbinder des 16. Jahrhunderts", GbJb, 1954, pp.316-320; Angelika Pabel, ‘Ein Einband von Georg Freyberger im Tübinger Wilhelmsstift’ in Wolfenbütteler Notizen zur Buchgeschichte (Festschrift für Gerd Brinkhus zum 65. Geburtstag) 33 (2008), pp.57–62.
 
 
Adams C-2603; Houzeau & Lancaster 2503; Zinner 2390; Taylor, Mathematical Practitioners, pp.184, 199 e 138. No in Gingerich, An Annotated Census of Copernicus’ De Revolutionibus (Nuremberg 1543 e Basel 1566), ma si veda pp. xxv, 371. Cfr. PMM 70 per la prima edizione.
Su Schreckenfuchs: Victor E. Thoren, The Lord of Uraniborg: A Biography of Tycho Brahe, Cambridge University Press, 1990, p. 30. Il Primum mobile è stato venduto solo una volta all'asta secondo Jahrbuch der Auktionspreise (Reiss, 1997, lotto 496a). 
Per la nota manoscritta al primo foglio di guardia: Christoph Clavius, In sphaeram Iohannis de Sacro Bosco Commentarius, Roma, 1581, Caput XII, De loco Solis in Zodiaco.
Su G. Freyberger, cfr. EinbanddatenbanK; Database of Bookbindings – British Library; Geck, "Zwei Mainzer Buchbinder des 16. Jahrhunderts", GbJb, 1954, pp.316-320; Angelika Pabel, ‘Ein Einband von Georg Freyberger im Tübinger Wilhelmsstift’ in Wolfenbütteler Notizen zur Buchgeschichte (Festschrift für Gerd Brinkhus zum 65. Geburtstag) 33 (2008), pp.57–62.
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