Chess. AZZI. De ludo scacchorum in legali methodo tractatus.
1583
AZZI, Tommaso. Thomae Actii Forosemproniensis De ludo scacchorum in legali methodo tractatus.
Pesaro, Apud Hieronymum Concordiam, 1583
In 4to piccolo. 220x160 mm. Legatura coeva in pergamena floscia, titolo manoscritto su tassello di carta al dorso. Carte [4], 108, [18]. Segnatura: ?4A-2H42I². Marca tipografica al Frontespizio, Iniziali e fregi xilografici, carattere corsivo e romano. Ritratto dell’Autore xilografato a piena pagina sul recto della carta ?3. Annotazioni manoscritte coeve sugli scacchi nel contropiatto e nel foglio di guardia. Ex libris sul verso della carta di guardia. Iscrizione manoscritta al Frontespizio “'Ex libris Balthasaris á Marwitz/ Ao 1599”. Tracce d’uso alla legatura, internamente velature di umidità, buon esemplare.
Rara prima edizione. In questo classico sugli scacchi, il giurista Tommaso Azzio, 1563 - 1610, non si limita a descrivere dettagliatamente le regole del gioco, ma riflette filosoficamente sulla somiglianza tra scacchi e società, oltre a sostenere che gli scacchi non devono essere proibiti come semplice gioco d'azzardo, poiché dipendono esclusivamente dall'abilità, non dalla fortuna. Marchetto: “non è propriamente un trattato sugli scacchi, ma una raccolta di argomenti riguardanti questioni giuridiche più o meno controverse, di vario genere, utilizzando come punto di partenza osservazioni legate al gioco degli scacchi. Solo alcune parti sono collegate al gioco, alla sua appropriatezza, natura e regole”.
Il libro è ripartito in 12 sezioni, denominate ‘Questio’: in ognuna è esaminato uno specifico tema scacchistico, come la natura del gioco, la sua definizione e le somiglianze con "una guerra giusta", con due eserciti che si fronteggiano, le origini del gioco e il motivo per cui fu introdotto, le caratteristiche di ogni pedone, interpretati simbolicamente, la sua appropriatezza per i chierici, le sue regole e il comportamento appropriato di chi guarda una partita a scacchi. I collegamenti con la guerra sono messi bene in evidenza: il gioco è considerato un buon esercizio e pratica per affinare le capacità strategiche dei comandanti dell'esercito, ad esempio per disimpegnarsi e ritirarsi da una battaglia persa. La quinta sezione include una discussione sulla Regina e sull'opportunità o meno per le donne di partecipare alle guerre. Tra le informazioni interessanti sugli scacchi e le loro regole presenti in "De ludo" c'è la "regola di cortesia" secondo cui, nota Murray “un giocatore dovrebbe avvertire il suo avversario del fatto ogni volta che attacca la sua Regina con un pezzo diverso dalla Regina”.
Esemplare di prestigiosa provenienza, appartenuto a un esponente della famiglia von der Marwitz, una delle più antiche famiglie nobili del Brandeburgo. Questo Balthasar è il nonno del più famoso Oberstleutnant con lo stesso nome [1600-57].
USTC 811800; EDIT16 CNCE 3800¸ H.J.R. Murray, A History of Chess, 1913, p. 389. Cfr. G. Marchetto, ‘Gioco, guerra e diritto nel De ludo scacchorum in legali methodo tractatus (1583) di Tommaso Azzi’, Mirabilia Journal, 37 (2023), pp. 279-314.