BRANT - DURER - BADE. Nauis stultifera a domino Sebastiano Brant primu[m] edificata.
1507
BRANT, Sebastian - DURER, Albrecht - BADE, Josse. Nauis stultifera a domino Sebastiano Brant primu[m] edificata …
Basilea, Nikolaeus Lamparter, 15 Marzo 1507
In 4to. 204x145 mm. Legatura del XVII secolo, pergamena rigida, dorso liscio con titolo manoscritto, fermagli in ottone e pelle, tagli a spruzzo. Carte Cvii, [1]. Il titolo continua con “& lepidissimis Teutonice lingue rithmis decorata: deinde ab Iacobo Lochero philomuso Latinitate donata: & demum ab Iodoco Badio Ascensio vario carminum genere non sine eorundem familiari explanatione illustrata.” Colophon sul recto dell’ultima carta non numerata “Impressum Basilee p[er] Nicolaum Lamparter, M.cccccvij. Die xv. mensis Martij”. Frontespizio in rosso e nero con illustrazione che raffigura la nave, Marca tipografica sotto il Colophon, 115 xilografie nel testo, inclusa quella del titolo, una piena pagina, le altre di tre quarti di pagina, bordate da un fregio decorativo.
Antica nota manoscritta di appartenenza sul Frontespizio “Heggeling”; sul contropiatto, Ex libris araldico inciso “Hog of Newliston”. Abile restauro al Frontespizio, pallida gora sul margine di alcune carte, in complesso bell’esemplare.
Rarissima seconda edizione figurata di Basilea, con le magnifiche xilografie di Albrecht Dürer.
Comparsa per la prima volta a Basilea nel 1494, in occasione del clamoroso Carnevale altorenano Das Narrenschiff (La nave dei folli) dell’umanista Sebastian Brant (Strasburgo 1458 – 1521) è un'opera satirica in tedesco alsaziano composta da una serie di 112 satire brevi, e corredata da numerose xilografie. Viene ricordata anche perché molte illustrazioni furono eseguite da Albrecht Dürer, già attivo a Basilea negli anni precedenti; le rimanenti si devono al cosiddetto Haintz-Nar-Meister, lo Gnad-Her-Meister, e altri due anonimi artisti.
Josse Bade (1462-1535) reinterpreta il testo di Brant e lo rielabora con commenti originali: suddivide il testo in 113 parti in versi, ciascuna accompagnata da una spiegazione in prosa che si discosta significativamente dal testo di Brandt. Ogni capitolo in versi è inoltre accompagnato da una delle magnifiche xilografie e da una poesia. Le poesie sono spesso tratte da classici come Virgilio, Orazio e Giovenale, ma anche da Battista di Mantova.
Questa è la quinta edizione latina della Nave dei Folli, con le xilografie di Dürer stampate dai blocchi originali del 1494, ed è la seconda edizione di Lamparter, che aveva acquistato i blocchi da Bergmann. Le xilografie (probabilmente 73) attribuite al giovane Dürer sono identificabili dai cappelli da giullare ornati di campanelli. Come indicato nel Frontespizio, la traduzione dal tedesco al latino fu intrapresa da Jakob Locher (1471–1528), allievo di Brant che lavorò a Ingolstadt. Contribuì così alla diffusione internazionale dell'opera, precedentemente nota solo a livello regionale; la sua traduzione latina costituì la base testuale per quasi tutte le edizioni in lingua straniera.
Esemplare di prestigiosa provenienza, appartenuto a Johann Heinrich Eggeling, 1639-1713, segretario del consiglio di Brema, storico poliedrico di grande importanza, numismatico e culture dell’antichità classica, autore di numerose opere. Il suo nome è vergato a inchiostro sul titolo, con le parole: "Ministerium Joh. Henr. Eggeling"
Appartenuto in seguito a Helen Maitland Gibson, figlia di Sir Alexander Charles Maitland, baronetto di Clifton Hall, e moglie di Jules Maitland Hog di Newliston (1799-1858), avvocato e proprietario terriero scozzese. Il suo ex libris araldico, con motto ‘Dat Gloria Vires’, è inciso da Benjamin Wion (1802-1858).
Adams B 2672; Goedeke I, 387, 7; Meder S. 276; VD16 B 7079; Renouard, Bade, II, 83, no 3.
Per le illustrazioni: Schramm XXII, 1109 ss.