ROLEWINCK. Fasciculus temporum.
1483
ROLEWINCK, Werner. Fasciculus temporum.
Köln, Ludwig von Renchen, non dopo il 1483
Folio. 315x210 mm. Legatura coeva in pelle con impressioni a secco su assi di legno, restaurata, dorso rinnovato, senza fermagli. 74 carte non numerate (la prima bianca). Segnatura: a-b8, c6, d8, e6, f8, g6, h8, i8, a8. Le ultime 8 carte, a8, contengono la ‘Tabula brevis’. Testo su tre colonne di 53 righe, spazi per le Iniziali, carattere gotico. Con 10 xilografie (1 ripetuta) e numerosi diagrammi a forma di cerchio, tutti colorati in rosso. Carattere gotico. Rubricato su tutto il testo. Marginalia di mano coeva su tutto il testo, in rosso e nero. Alcune macchie d'acqua marginali, più evidenti alla fine; fori di tarlo marginali in alcuni punti, piccolo strappo marginale su una carta. Bell’esemplare con ampi margini, rubricato su tutto il testo.
Rarissima edizione. Il Fasciculus temporum, pubblicato la prima volta a Colonia nel 1474, è stata la prima cronaca del mondo stampata e si proponeva di offrire ai lettori una panoramica completa della storia dell’umanità, dalla Creazione al 1474: la cronologia segue una doppia linea temporale, misurando il tempo sia dalla creazione che dalla nascita di Cristo, richiedendo un layout tipografico straordinariamente complesso. Relativamente a questa edizione BMC nota: “With woodcuts: the cut of Cologne n Quentell’s 1481 eddition recurs here, broken at one end. Guendenschaff’s cut of the Crucifixion also recurs,. The attribution of this book is uncertain … The supplement on 66a consists of a detailed account of the meeting of Charles Duke of Burgundy with the Emperor Frederidh an his son Maximilian at Trier in 1473 …” Fra le xilografie compaiono: L’Arca di Noè, La Torre di Babele, vedute di città fra cui Roma e Colonia.
Nella penultima carta di testo, i7v, è menzionata anche l’invenzione della stampa, a Magonza: “1457 … Artifices mira celeritate subtiliores solito fiunt. Et impressores librorum multiplicantur in terra, ortum suae habentes in Maguntia.”
L'opera fu immensamente popolare, essendo stata stampata 32 volte nel XV secolo, comprese le traduzioni in francese, tedesco e olandese.
L'attribuzione della stampa a Ludwig von Renchen è incerta.
Hain-C. 6914; GW M38689; BMC I, 269; Goff R-269; Voulliéme, Colonia 1033; Schramm VIII, p. 25 e tavola 138.