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Egyptology. PIGNORIA. Mensa Isiaca, qua sacrorum apud Aegyptios ratio & simulacra subjectis tabulis aeneis simul exhibentur [..]

1669
EUR 2.000,00
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EUR 2.500,00 / 3.000,00
Stima

Descrizione

Egyptology. PIGNORIA. Mensa Isiaca, qua sacrorum apud Aegyptios ratio & simulacra subjectis tabulis aeneis simul exhibentur [..]
1669

 
PIGNORIA, Lorenzo. Mensa Isiaca, qua sacrorum apud Aegyptios ratio & simulacra subjectis tabulis aeneis simul exhibentur & explicantur … Magnae deum matris idaeae & attidis initia. - Manus AEnea, cecropii votum referentis, dilucidatio
Amsterdam, Andreas Frisius, 1669

Terza edizione, considerata la migliore, di questo studio del Pignoria, la prima significativa opera di egittologia. La “Mensa Isiaca” era una tavola bronzea con iscrizioni egizie di probabile fattura romana detta anche “Tavola Bembina” dal suo primo possessore, Pietro Bembo. Scoperta tra le rovine del tempio di Iside a Roma nel 1525, o forse nel 1527, divenuto uno dei più noti manufatti egizi dell'epoca, giunse al cardinale Bembo, che consentì a Pignoria di esaminarla. 
Si tratta di una grande lastra di rame incisa che raffigura la maggior parte delle divinità egizie e i loro simboli, nonché i misteri di Iside. Rubata nel 1525 durante il sacco di Roma, passò per le mani del cardinale Bembo, poi del duca di Mantova, prima di essere custodita a Torino, dove si trova tuttora.
Questo celebre manufatto fu oggetto di molti studi: oltre al Pignoria, anche Kircher tentò di decifrarne i geroglifici. Le 11 Tavole ripiegate, realizzate da Giacomo Franco che riprese quelle incise da Enea Vico nel 1559, unite insieme compongono l’intera Tavola di Isis. La seconda parte ha proprio frontespizio, con diverso titolo: Magnae Deum matris Idaeae, e tratta del culto romano della dea Cibele e del dio Attis; la terza parte è una descrizione della mano bronzea usata nel culto di Cecrope scritta da Giacopo Filippo Tomasini. 

Brunet, IV, 653; Graesse V, 290; Caillet 8681; Blackmer Collection, Greece and the Levant, 1312.
https://archive.org/details/laurentiipignori00pign_2/page/n162/mode/thumb

3 parti in un volume in-4to. 240x185 mm: Legatura coeva piena pergamena rigida, titolo manoscritto sul dorso. 3 Parti in un volume, ognuna con proprio Frontespizio: pp. (10, compresi Antiporta incisa e Frontespizio con vignetta), 96, (12); (8, compreso Frontespizio con vignetta), 28; 29-96, compreso Frontespizio con vignetta. L’ultima pagina erroneamente numerata 94 anziché 96. Il Frontespizio della terza parte erroneamente posto dopo pagina 24 della seconda parte. Antiporta allegorica firmata da Abraham Blotelingh, 11 ampie tavole ripiegate, unite 3-3-3-2, una tavola fuori testo, 11 tavole nel testo, 26 vignette nel testo. In totale 47 incisioni in rame. Antiche iscrizioni manoscritte nel primo foglio di guardia, inchiostro seppia e bruno. Lievi velature di umidità sui piatti e sul margine inferiore di alcune pagine, bell’esemplare con ampi margini. 

Condition Report

PIGNORIA, Lorenzo. Mensa Isiaca, qua sacrorum apud Aegyptios ratio & simulacra subjectis tabulis aeneis simul exhibentur & explicantur … Magnae deum matris idaeae & attidis initia. - Manus AEnea, cecropii votum referentis, dilucidatio
Amsterdam, Andreas Frisius, 1669

This is the third edition, considered the best, of this study by Pignoria, the first significant work of Egyptology. The "Mensa Isiaca" was a bronze tablet with Egyptian inscriptions, likely of Roman manufacture, also called the "Bembine Tablet" after its first owner, Pietro Bembo. Discovered among the ruins of the Temple of Isis in Rome in 1525, or perhaps 1527, it became one of the most famous Egyptian artifacts of the time. It came to Cardinal Bembo, who allowed Pignoria to examine it.
It is a large engraved copper plate depicting most of the Egyptian deities and their symbols, as well as the mysteries of Isis. Stolen in 1525 during the Sack of Rome, it passed through the hands of Cardinal Bembo, then the Duke of Mantua, before being kept in Turin, where it remains today.
This famous artifact has been the subject of much study: in addition to Pignoria, Kircher also attempted to decipher its hieroglyphics. The 11 folded plates, created by Giacomo Franco, who copied those engraved by Enea Vico in 1559, together compose the entire Plate of Isis. The second part has its own ftitlepage, with a different title: Magnae Deum matris Idaeae, and deals with the Roman cult of the goddess Cybele and the god Attis; the third part is a description of the bronze hand used in the cult of Cecrops, written by Giacopo Filippo Tomasini.

Brunet, IV, 653; Graesse V, 290; Caillet 8681; Blackmer Collection, Greece and the Levant, 1312.
https://archive.org/details/laurentiipignori00pign_2/page/n162/mode/thumb

Three parts in a volume in 4to. 240x185 mm. Contemporary full stiff vellum binding, handwritten title on spine. Three parts in a volume with each title page: pp- (1o, including engraved frontispiece and titlepage with vignette), 96, (12); (8, including titlepage with vignette), 28; 28-96, including titlepage with vignette. Last page wrongly numbered 94 rather than 96. Title page of third part wrongly placed after page 24 of the second part. Allegorical frontispiece signed by Abraham Blotelingh, 11 large folded plates, bound 3-3-3-2, an out text plate, 11 plates in the text. In total 47 engraved plates. Ancient handwritten note in brown or sepia ink, on first end paper. Slight dampstains on covers and on the bottom margin of some pages; nice specimen with wide margins.

Bibliografia

Brunet, IV, 653; Graesse V, 290; Caillet 8681; Blackmer Collection, Greece and the Levant, 1312.
mar 9 Giugno 2026
Orari Asta
Via dei Soncin, 28 35122 PADOVA

ESIBIZIONE: 3-5 Giugno 2026 solo su appuntamento.


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