Atlas. MAGINI. Italia.
1642
MAGINI, Giovanni Antonio. Italia.
Bologna, Nicolò Tebaldini, 1642
In Folio. 430x300 mm. Pergamena coeva rigida con titolo impresso in oro al dorso entro riquadro con decoro dorato. Carte 4 non numerate, compreso Frontespizio allegorico inciso da Oliviero Gatti con titolo e data 1620, dedica a Ferdinando Gonzaga, elenco delle tavole; tavola fuori testo con ritratto del Magini a piena pagina delineato ed inciso da H. Davia nel 1632, Pagine 24 di testo. Segnatura: [croce]4 A-C4. Stampatore e data compaiono nel verso della carta 4 non numerata “Bononiæ : typis Nicolai Tebaldini, 1642”. 61 carte geografiche incise in rame, di cui 58 su doppio foglio, 2 su foglio singolo (21 “Territorio Cremasco”; 28 “Il Cadorino”) e 1 su un quarto di foglio (45 “Elba Isola olim Ilus). Frontespizio e carte geografiche in magnifica coloritura coeva all’acquerello. Rinforzi marginali, ma buon esemplare.
Fascinoso esemplare colorato ad acquarello. L’atlante di Magini rappresenta il più importante e primo tentativo organico di cartografare tutto il territorio italiano. Giovanni Antonio Magini nasce a Padova nel 1555, dedicatosi assai presto agli studi astronomici nel 1588 fu assunto dal Senato di Bologna alla cattedra di Astronomia dell’università, preferito addirittura a Galileo Galilei. La personale amicizia con il Duca di Mantova Vincenzo Gonzaga consentì al Magini di ottenere da principi e regnanti dei vari governi della penisola il materiale cartografico necessario per la realizzazione delle carte delle allora regioni italiane. Il suo grande sforzo cartografico venne dato alla luce postumo, a causa della sua prematura morte nel 1617, da suo figlio Fabio, che nel 1620 pubblicò in Bologna l’atlante “L’Italia”. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. Nonostante sia pubblicata postuma, l’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, che successivamente furono corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Tali prove sono rarissime, talvolta reperibili sul mercato, e presentano differenze sostanziali con quelle poi incluse nell’atlante. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca; il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli.
Almagià, L’Italia di G.A. Magini, pag. 7: ”Ristampa che porta il nome dello stampatore bolognese Clemente Ferroni… il Ferroni dovette poi, negli anni successivi, continuare a dar fuori l’opera, perché se ne hanno molteplici esemplari ma senza più la data del 1630 e accresciuti invece di un ritratto del Magini…”; Piantanida, 1350.