MICHELANGELO - TARSIA. Oratione o vero discorso fatto nell'essequie del divino Michelagnolo Buonarroti.
1564
MICHELANGELO - CELLINI, Benvenuto - TARSIA, Giovanni Maria. Oratione o vero discorso fatto nell'essequie del divino Michelagnolo Buonarroti. Con alcuni sonetti, e prose latine e volgari di diversi, circa il disparere occorso tra gli scultori, e pittori.
Fiorenza, appresso Bartolomeo Sermartelli, 1564
8vo; 201 x 146 mm. Legatura in carta marmorizzata del XIX secolo conservata in una custodia pieghevole moderna in tela blu scuro. Caratteri corsivi e alcuni romani, 40 righe. Collazione: A-C4 D6: 18 carte non numerate. Frontespizio con stemma mediceo xilografico, iniziali xilografiche. Annotazione ottocentesca “J[ose] Maria di Candia" in inchiostro viola sul frontespizio e su etichetta stampata incollata sul retro del risguardo. Alcune macchie di umidità sui margini. Legatura leggermente consumata.
Prima edizione dell'orazione funebre pronunciata alla morte di Michelangelo dal letterato fiorentino Giovanni Maria Tarsia (1564-1607). Il volume contiene anche la sua dedica al pittore Agnolo Bronzino, un discorso di Benvenuto Cellini “sulla differenza tra scultori e pittori”, versi di Antonfrancesco Grazzini detto “Il Lasca” in risposta a Cellini e versi contribuiti da un “B.P. Flor”, Giovanni Girolamo Fiorelli e Michele Capri. Si conclude con una serie di sonetti in lode a Michelangelo. Opera molto importante per la descrizione del complesso apparato funebre, la cui paternità è attribuita a Borghini.
Cfr. AA. VV. La trattatistica d’arte nell’Italia del Cinquecento, Carrocci , 2025.