MALTA ORDER. Lot of four 18th-century manuscripts.
MALTA ORDER. Lotto di 4 manoscritti del XVIII secolo.
- Tariffario per ottenere un brevetto dell’Ordine di Malta. Documento in francese.
XVIII secolo
Bifolio in 4to piccolo. 225x173 mm. Testo su una pagina, 3 pagine bianche. Scrittura in corsivo, inchiostro bruno e seppia.
Sono indicate una serie di prezzi per diversi servizi. In testa al documento si rapportano gli Scudi Romani alla moneta di Malta: “cent quarante ecus romains qui font monnaie de malte … 313: 3”. Le cifre che seguono sembrano riferirisi quindi alla moneta in corso a Malta nel XVIII secolo.
- VALADY DE FREISSINET. Lettera autografa firmata indirizzata ‘Monsieur le Chevalier de Freissinet’
27 Giugno 1786
Prefilatelico. Bifolio di 210x168 mm. Pagine 1 di testo, 2 bianche, 1 finale con indirizzo del destinatario. Data in testa alla lettera ’27 juin 1786’; firma alla fine del testo. Testo in francese, nitida scrittura corsiva, inchiostro bruno.
Si rivolge allo zio ‘mon cher oncle’ e parla di un un viaggio avventuroso, che si è concluso felicemente “malgré les Mauvais tems che nous avons essayé”. Lo zio ‘Monsieur le Chevalier de Freissinet’ è indicato nell’indirizzo come “ancien Lieutenant du regiment de Malte”.
- Lista manoscritta di Gran Maestri di Malta.
Italia, XVIII secolo
Bifolio in-folio. 278x194 mm. Testo in Italiano su 2 pagine. 2 Pagine bianche. Nitida scrittura in corsivo, inchiostro bruno.
Sono indicate con relative date e notizie sulla loro vita, le carriere di alcuni Gran Maestri. Comincia con il
sessantunesimo (LXI) ‘Gregorio Carafa d’Aragona’, morto nel 1690; si conclude con il numero 67 (LXVII), Manuel Pinto de Fonseca ‘eletto il 18 Gennaio 1741. Poiché con questa data il documento si conclude, esso è stato stilato prima della morte del Gran Maestro, avvenuta a La Valletta il 23 Gennaio 1773.
- Dell’Elettione del Priore della Chiesa.
Italia, XVIII secolo
2 fogli in 8vo, sciolti. 214x165 mm e 194x155 mm. Testo in Italiano su 2 pagine, 2 pagine bianche.
Sono indicate le caratteristiche che deve avere il Capellano per essere eletto ‘Priore’. Deve essere, fra le altre cose ‘di bona et approbata vita, prattico et instrutto delle cose Divine, e dotto”. Si aggiunge in fine che non può ascendere alla Dignità di Priore della Chiesa, chi non sia “nato e generato di legitimo matrimonio’.