Optics. ZAHN. Oculus artificialis teledioptricus sive telescopum.
1702
ZAHN, Johannes. Oculus artificialis teledioptricus sive telescopum.
Nuremberg, Johann Christoph Lochner, 1702
Rara seconda edizione ampliata della prima opera interamente dedicata alla storia del telescopio. Opera riccamente figurata. Norman: “Zahn's treatise contains the first complete history of early microscopes. The work is particularly valuable for its illustrations of both simple and compound microscopes of the period, including the type of compound instrument used by Robert Hooke”.
L’opera è divisa in tre parti principali: la prima è dedicata all'astronomia in generale, fornendo una panoramica storica della percezione dei colori, delle diverse qualità delle lenti convesse e concave, della loro rifrazione e della loro qualità; la seconda parte tratta della produzione e dell'uso di lenti e strumenti ottici; la terza parte contiene i risultati delle sue ricerche e le loro varie applicazioni.
Il primo capitolo è preceduto da una bibliografia degli autori citati (Leeuwenhoek, Maignan, Galileo, Hevelius, Keplero, Camerarius, Hooke e altri).
Riccamente illustrata, l’opera copre tutti gli aspetti dell'ottica dalle origini fino alla fine del XVII secolo.
Le grandi tavole ripiegate mostrano magnifici esempi del loro utilizzo, come la carta solare di Kircher e la carta lunare di Cherubini, con la loro storia osservativa inclusa nel testo (ad esempio, Keplero, Galileo, Hevelius), nonché due grandi sistemi ciclici, il "Panscopium" e il "Chronoscopium". Le illustrazioni incise e xilografiche nel testo dimostrano in modo superbo la costruzione e l'applicazione degli strumenti, delle loro lenti e degli altri componenti: riproducono esperimenti, lenti e le loro rifrazioni, lanterne magiche, telescopi, strumenti prospettici, ecc.
Questo esemplare contiene una tavola incisa ripiegata supplementare, con un complesso albero genealogico: in basso al centro campeggia l’elaborato stemma della famiglia Greiffenklau, di antica nobiltà tedesca.
Johann Zahn (1631–1707) fu canonico del monastero premonstratense di Oberzell (Baviera) e insegnò matematica all'Università di Würzburg. Esperto di spicco in ottica e astronomia, migliorò sostanzialmente il telescopio raddrizzatore sviluppato nel 1676 da Johann Sturm, dotandolo di un oculare acromatico mediante doppietti di lenti convesse e concave. Concentrò la luce dipingendo di nero le pareti della camera riflettente, una tecnica oggi considerata il primo passo verso la macchina fotografica.
Blake 498; Roller-G. II, 602; Poggendorff II, 1390; Duncan 15151; Berge, Thomas Vroom 396; vgl. Becker Coll. 424.
Vedi Garrison-Morton, 263 e Norman 2278 (per l'edizione originale del 1685/86).
In-folio. 325x210 mm. Legatura coeva in pelle di maiale con impressioni a secco su tavole di legno, resti di 2 fermagli. Antiporta allegorica incisa su rame, Fogli 20 non numerati, inclusi il frontespizio in rosso e nero e il ritratto inciso, 797 pagine, 8 fogli non numerati. Numerose illustrazioni nel testo di diverse dimensioni incise in rame e in xilografia. 7 Tavole fuori testo incise su rame su doppia pagina o ripiegate, 12 incisioni su rame a piena pagina nel testo, 10 xilografie a piena pagina nel testo, 7 tavole tipografiche su doppia pagina fuori testo.
Ex-libris “Bibliotheca Opticoria di David L DiLaura” incollato al contropiatto; antica iscrizione di proprietà sul Frontespizio e sulla carta 5N4v.
Lievi tracce d’uso alla legatura, piccole riparazioni sul verso del margine dell’Antiporta, difetto della carta sul margine di pagina 99 con perdita di qualche lettera, qualche brunitura e qualche piccola macchia, comunque generalmente buono,
In totale, Antiporta, Ritratto, 7 tavole fuori testo su doppia pagina o ripiegate, tutto inciso in rame. Inoltre, 7 tabelle tipografiche ripiegate fuori testo, numerose illustrazioni incise e xilografiche nel testo, alcune a piena pagina.